Basilicata coast to coast-cicloturismo

Quattro indimenticabili giorni di puro divertimento e buona cucina. L'itinerario ripercorre le tappe effettuate da Rocco Papaleo nel film "Basilicata coast to coast", ed attraversa scorci paesaggistici come Maratea e Craco, e paesi dalla grande storia come Aliano. Avremo il tempo di visitare meraviglie come il santuario di Viggiano, con la sua Madonna Nera, oppure i resti del centro di Craco, paesino fantasma abbandonato in seguito agli eventi franosi degli anni '60.

Primo giorno: Maratea-Trecchina-Lauria

Difficoltà: media

Lunghezza percorso: circa 30 Km

Altimetria max: circa 600 mt

Durata: circa 4 ore (escluso visite).

Durata incluso visite: circa 5 ore

Maratea: « Forse in Italia non c'è paesaggio e panorama più superbi. Immaginate decine e decine di chilometri di scogliera frastagliata di grotte, faraglioni, strapiombi e morbide spiagge davanti al più spettacoloso dei mari, ora spalancato e aperto, ora chiuso in rade piccole come darsene. La separa da una catena dolomitica, tutta rocce color carnicino, punteggiata di villaggi semiabbandonati, di castelli diruti e antiche torri saracene, un declivio boscoso rotto da fiumiciattoli e torrenti e sepolto sotto le fronde dei lecci e dei castagni. » (Indro Montanelli). Unico comune della provincia ad affacciarsi sul mare, si estende per circa 32 km sul Mar Tirreno. La sua costa, incastonata in una singolare posizione geografica ed ambientale, è variegata di insenature e grotte, scogli e secche. Numerose e caratteristiche le spiagge costiere, di fronte ad una delle quali emerge l'isola di Santo Janni.

Degni di attenzione sono i fondali e le 131 grotte marine e terrestri, delle quali alcune hanno restituito fossili e reperti preistorici. Su tutte spicca la Grotta di Marina con stalattitistalagmitiIn più, le montagne dell'entroterra, arrivando con i loro costoni direttamente sul mare, creano un forte contrasto visivo di mare e monti, che dà vita a pittoreschi panorami e scorci visivi.

Lauria: Naturale centro di riferimento di un territorio molto ampio, corrispondente alla regione storica della Lucania sud–occidentale, Lauria è il maggiore e più popoloso centro del versante tirrenico della regione Basilicata. La sua posizione geografica, in una ristretta zona di transito tra Campania e Calabria, ne favorisce gli scambi commerciali e i flussi migratori attraverso il territorio. Fu, nel Medioevocontea e sede vescovile de facto, con un'evoluzione demografico-istituzionale simile, per molti aspetti, a quella di Matera. La città ebbe una drammatica battuta d'arresto nel corso della sua storia con il massacro di Lauria del 1806, dovuto a una sfortunata vicenda che portò Lauria, sede del potere costituito, a divenire luogo di un'ostinata resistenza borbonica contro l'avanzata napoleonica. Le conseguenze di questa sanguinosa repressione furono gravi per la città: oltre al devastante incendio e alla perdita dell'archivo cittadino, si operò il trasferimento di tutti i presidi statali (l'ospedale, il tribunale e le forze dell'ordine) verso i centri limitrofi minori (Lagonegro e Trecchina). Tuttavia, grazie alle caratteristiche geografiche della città, alle sue dimensioni territoriali, ad una lunga e stimata tradizione di commercio, imprenditoria e manodopera, all'inevitabile lenta ripresa di alcune funzioni statali territoriali, è oggi il centro più popoloso dell'area. La presenza di un numero cospicuo di abitanti nel territorio rurale, molto più popolato rispetto al centro cittadino, rende l'intero territorio comunale quasi totalmente antropizzato. Nel centro storico, che rivela segni tipici dell'epoca medievale, con le abitazioni aggrappate alla collina, si aprono angoli caratteristici ed intricate viuzze e stradine, che s'inerpicano dando vita ad archi, sottopassi, portici e motivi architettonici caldi ed armoniosi. Il territorio lauriota, uno dei più grandi della Basilicata, offre un susseguirsi di paesaggi pittoreschi ad agresti, naturali ed artificiali: le vette del massiccio del Sirino (la più alta, quella del monte Papa, raggiunge i 2005 metri), innevate per buona parte dell'anno; il lago artificiale di Cogliandrino; il lago Rotonda; le fresche sorgenti del Sinni e di Fiumicello; il pino loricato del monte Serra la Spina; il castello di Seluci (latino: Seleuci) nella contrada dove sono stati riportati alla luce reperti archeologici e individuati giacimenti petroliferi.

Secondo giorno: Lauria-Tramutola

Difficoltà: media

Lunghezza percorso: circa 60 Km

Altimetria max: circa 1300 mt

Durata: circa 5 ore (escluso visite).

Durata incluso visite: circa 7 ore

Tramutola: Le origini di Tramutola non sono molto antiche e si ricollegano alla penetrazione nella zona dei monaci benedettini, anche se alcune teorie sostengono che un gruppo di rigettati dalla nascente civiltà Paternese (provenienti dall'antica Civitas) cercò protezione nella gola in cui è situato attualmente il paese. Nel 1144 un monaco della Badia di CavaGiovanni di Marsico cappellano dell'abate Falcone, che non aveva dimenticato le sue terre d'origine, attirò la simpatia di alcuni ricchi signori che donarono alla Badia di Cava la chiesa di San Pietro con annesso dormitorio e con tutti i suoi beni. La donazione fu poi perfezionata, come prevedeva l'usanza dei tempi, dal consenso del vescovo di Marsico Giovanni II. Questi edifici, forse fondati dai basiliani avevano raggiunto una certa importanza, perché stazione di sosta sulla strada - o sarebbe meglio dire un tratture - che da Atena Lucana, attraverso Brienza, conduceva a Marsico. Per rinunciare ai suoi diritti, la diocesi marsicana ottenne una libbra di cera, una d'incenso ed un maiale all'anno. La presenza del petrolio nel comune era già nota nel passato, almeno dal periodo attorno la metà del secolo XIX, in quanto il geografo Amati ne segnala lo sfruttamento tramite di miniere di asfalto nel comune, confermando quanto riportato negli "Annali del regno delle due Sicilie" che cita l'esposizione di campioni di asfalto di Marsico e Tramutola alla "pubblica esposizione di arti e manifattura del 1853"

Terzo giorno: Tramutola-Viggiano-Aliano

Difficoltà: media

Lunghezza percorso: circa 60 Km

Altimetria max: circa 1000 mt

Durata: circa 4 ore (escluso visite).

Durata incluso visite: circa 5 ore

Viggiano:  comune italiano di 3.329 abitanti posto lungo il crinale occidentale dell'alta Val d'Agri nella parte occidentale della provincia di Potenza in Basilicata ad una quota altimetrica di 948 m s.l.m. È noto per la sua lunga tradizione legata alla musica popolare e, in particolare, alla costruzione di arpe. Viggiano fu nei secoli luogo di provenienza di molti suonatori itineranti che esportarono la propria musica e le proprie tradizioni in tutto il mondo, aiutando economicamente il proprio paese d'origine, e molti di loro ebbero l'opportunità di militare in orchestre sinfoniche a livello internazionale. Come centro religioso ospita il santuario della Madonna Nera che costituisce uno dei centri di spiritualità e di fede mariana più importanti del Mezzogiorno. È altresì noto come luogo di estrazione e raffinazione di petrolio e per la presenza della più grande piattaforma petrolifera d'Europa, che ha contribuito in larga parte a rendere l'Italia il terzo produttore di petrolio a livello europeo, dopo Gran Bretagna e Norvegia.

Santuaro della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano: fu eretto presumibilmente nel XIV secolo, nel luogo dove la leggenda vuole il ritrovamento del simulacro della Madonna. La leggenda narra che l'immagine sacra fosse venerata sin dagli albori delcristianesimo nell'antica città di Grumentum; quando questa fu distrutta dai Saraceni, la statua sarebbe stata nascosta in una buca, ancora oggi visibile alle spalle dell'altare maggiore e ritrovata grazie all'apparizione di misteriosi fuochi. Il primo documento noto che cita la chiesa risale al 1393: si tratta di un atto in cui tale Tommaso Bono Iurno di Viggiano cedette alla chiesa dieci grani pro luminaris. Secondo gli storici Giovanni Colangelo, Nicola Tommasini e Giovanni Tramice, il culto dell'immagine della Madonna era già molto diffuso nel XVI secolo e del santuario si occupò anche papa Giulio IIDalla visita ad limina, datata 9 novembre 1618, del vescovo di Marsico Nuovo dell'epoca, mons. Timoteo Caselli, emerge che il santuario di Santa Maria del Monte si sosteneva con rendite proprie. Nel 1890papa Leone XIII incoronò la Madonna del Monte di Viggiano "Patrona e Regina" della Lucania. L'investitura fu ribadita da papa Paolo VI nel 1965« È noto che nel territorio delle diocesi di Potenza e Marsico esiste un Tempio Sacro, quasi augusta reggia, carissimo a tutto il popolo della Lucania, dedicato alla Beatissima Madre di Dio Maria SS.ma del Sacro Monte di Viggiano. Ivi infatti si trova il Simulacro venerando, immagine per antichità e bellezza dell'Augusta Vergine, reggente il Fanciullo Gesù; tale Simulacro, come viene assicurato, fu trovato prodigiosamente indicato da una fiamma celeste, sul vicinissimo Monte, che è tra i più alti monti della Lucania; e Maria SS.ma sotto lo stesso titolo, dato a Lei ed insieme al tempio ed al luogo, fu sempre proclamata e venerata come Patrona e Regina di tutta la Regione » Nel dicembre del 1965 papa Paolo VI elevò il santuario alla dignità di basilica minoreNel suo romanzo autobiografico "Cristo si è fermato a Eboli", lo scrittore Carlo Levi descrive la processione della Madonna di Viggiano. Il simulacro sarebbe stato scolpito nel VI secolo per essere ospitato nella cattedrale di Grumentum.

Aliano: Arrampicato su un colle argilloso a 555 m s.l.m., domina la Val d'Agri e il torrente Sauro nella parte centro-occidentale della provincia al confine con la parte centro-orientale della provincia di Potenza. Nel suo territorio sono presenti numerosi calanchiConfina a nord con i comuni di Stigliano (14 km) e Gorgoglione (20 km), ad est con Sant'Arcangelo (PZ) (17 km), a sud con Roccanova (PZ) (21 km) e ad ovest conMissanello (PZ) (14 km). Fa parte della Comunità Montana Collina Materana. Dista 94 km da Matera e 83 km da Potenza.

Calanchi di Aliano: I calanchi sono un fenomeno geomorfologico di erosione del terreno che si produce per l'effetto di dilavamento delle acque su rocce argillose degradate, con scarsa copertura vegetale e quindi poco protette dal ruscellamento.

Quarto giorno: Aliano-Craco-Scanzano Jonico

Difficoltà: media

Lunghezza percorso: circa 70 Km

Altimetria max: circa 600 mt

Durata: circa 4 ore (escluso visite).

Durata incluso visite: circa 7 ore

Craco: Craco (Cracum o Graculum in latino) è un comune italiano di 762 abitanti della provincia di Matera in BasilicataNegli anni sessanta, il centro storico ha conosciuto un'evacuazione che lo ha reso una vera e propria città fantasma. Tuttavia, questo fenomeno ha contribuito a rendere particolare l'abitato di Craco, che per tale caratteristica è diventato una meta turistica ed un set cinematografico per vari film. Sorge nella zona collinare che precede l'Appennino Lucano a circa 390 m s.l.m., a mezza strada tra i monti e il mare, nella parte centro-occidentale della provincia. Il territorio è vario, con predominanza dei calanchi, profondi solchi scavati in un terreno cretoso dalla discesa a valle delle acque piovane. A causa di una frana di vaste proporzioni, nel 1963 Craco iniziò ad essere evacuata e parte degli abitanti si trasferì a valle, in località "Craco Peschiera". Allora il centro contava quasi 2000 abitanti. La frana che ha obbligato la popolazione ad abbandonare le proprie case sembra essere stata provocata da lavori di infrastrutturazione, fogne e reti idriche, a servizio dell'abitato. Nel 1972 un'alluvione peggiorò ulteriormente la situazione, impedendo un'eventuale ripopolazione del centro storico e dopo il terremoto del 1980 Craco vecchia venne completamente abbandonata. Ad onta di questo esodo forzato, Craco è rimasta intatta, trasformandosi in un paese fantasma. Nel 2010, il borgo è entrato nella lista dei monumenti da salvaguardare redatta dalla World Monuments FundIl comune, nella realizzazione di un piano di recupero del borgo, ha istituito, dalla primavera del 2011, un percorso di visita guidata, lungo un itinerario messo in sicurezza, che permette di percorrere il corso principale del paese, fino a giungere a quello che resta della vecchia piazza principale, sprofondata in seguito alla frana. Nel dicembre 2012, è stato inaugurato un nuovo itinerario, che permette di addentrarsi nel nucleo della città fantasma.

PREZZI DEL PACCHETTO PROPOSTO

Costo a persona per gruppi di 6/15 partecipanti:

 

€ 799,00 bassa stagione

€ 869,00 alta stagione

 

Servizi inclusi:

  • Pernottamenti in Hotel/B&B 3/4 stelle con trattamento in mezza pensione (escluso bevande);

  • Noleggio bicicletta e Casco;

  • Guida ciclistica;

  • Assistenza tecnica al seguito per trasporto bagagli.

 

Servizi non inclusi:

  • Durante le escursioni in bici si ha la possibilità di pranzare in ristorante/agriturismo (prezzo medio di circa € 40,00/45,00 a persona, comprende: antipasto, primo, secondo, frutta. Sono escluse le bevande);

  • Biglietti per i siti archeologici;

  • Servizio di trasferimento privato Napoli-Maratea e da Scalzano Jonico-Napoli (su prenotazione);

  • Extra e tutto quello non riportato in “servizi inclusi”.

Supplementi:

  • Supplemento bici e-bike e bici da corsa € 20,00;

Su richiesta Tour personalizzati.

Per maggiori informazioni e prenotazione, scrivi a: info@irentbike.com

Termini e condizioni

**Per questo tour, I Rent Bike mette a disposizione la trekking bike, scorrevole e confortevole per i lunghi percorsi con fondo misto